SCIENZE DA SCOPRIRE VOLUME 1

per saperne di più Attenzione ai funghi velenosi Da sempre i funghi sono stati mangiati dall’uomo ma, oltre alle specie commestibili, esistono purtroppo quelle velenose: in Europa ve ne sono ben 180 specie! Come sapere se un fungo è velenoso - Bisogna saper riconoscere le varie specie, cosa non semplice, in quanto esistono molti esemplari che, rassomigliandosi tra loro, possono trarre in inganno. - Nell’incertezza bisogna recarsi presso un centro micologico o all’ufficio apposito dell’ASL per il riconoscimento dei funghi. Che effetti provocano i funghi velenosi - La maggior parte delle specie provoca disturbi allo stomaco e all’intestino con sintomi che compaiono dopo un periodo che va dai 15 minuti alle 4 ore dopo l’ingestione, che possono essere: nausea, vomito, diarrea, crampi. - Altre specie hanno veleni che agiscono sul sistema nervoso provocando tremori, stati di euforia o depressione, rallentamento o accelerazione del battito cardiaco, arresto della circolazione del sangue. - Altre specie agiscono lentamente (6-24 ore o più) su fegato e reni procurando gravi danni anche mortali. Che cosa fare - Ai primi sintomi di un malessere comparso dopo aver mangiato funghi, è indispensabile rivolgersi subito al medico o al Pronto Soccorso, portando se possibile resti della pietanza o parti scartate dei funghi prima che venissero cucinati. I veleni presenti nei funghi possono agire anche a distanza di molti giorni causando nausea, diarrea, vomito, aumento o diminuzione delle pulsazioni del cuore e delirio. Che cosa NON fare - Sui funghi velenosi esistono alcune credenze popolari a cui non bisogna prestar fede. L’annerimento di un cucchiaino d’argento a contatto con il fungo, l’annerimento di cipolla, aglio e prezzemolo, il cambiamento del colore del fungo al taglio, la capacità del fungo di far “coagulare” il latte o l’albume: sarebbero tutti segni inequivocabili della presenza del veleno. Non serve neppure la “prova d’assaggio” fatta sul gatto o sul cane perché, oltre a essere crudele, può anche ingannare: alcuni veleni possono essere innocui per gli animali e agire invece sull’uomo! per saperne di più La classificazione dei funghiGli studiosi hanno classificato i funghi in base alla forma delle ife che si specializzano nella produzione di spore. Si sono costituiti tre gruppi: Ficomiceti Nei ficomiceti le ife producono dei peduncoli verticali che terminano con degli organelli sferici, detti sporangi, in cui maturano le spore. Vivono tutti in ambienti molto umidi e utilizzano la rugiada o la pioggia per la dispersione delle spore. Molti sono parassiti, come la peronospora della vite ( 1 ). Ascomiceti Negli ascomiceti le spore si formano in ife a forma di otre, chiamate aschi (dal greco ascòs = otre). Appartengono agli ascomiceti i lieviti (come quelli responsabili della fermentazione alcolica 2 ), le muffe della frutta e dei formaggi, i tartufi. Basidiomiceti Nei basidiomiceti la produzione delle spore avviene in ife specializzate a forma di clava, dette basidi. Sono i funghi più evoluti, dotati di gambo e cappello (come il porcino 3 ). I basidi sono riuniti di solito sotto il cappello in strutture a forma di lamelle o all’interno di tubicini verticali. Tra i basidiomiceti sono classificate anche alcune specie parassite come le ruggini e i carboni. Fenomeni strani spiegati dalla scienza: i cerchi delle stregheI cerchi di funghi nei prati hanno da sempre stimolato la fantasia popolare: una leggenda dice infatti che i cerchi nascono dove danzano le streghe durante la notte. All’interno del cerchio l’erba è più alta e più soffice: il micelio dei funghi rilascia infatti ammoniaca che agisce da concime per l’erba. Nelle estati particolarmente secche avviene il contrario: all’interno del cerchio l’erba è più gialla perché il micelio dei funghi assorbe tutta l’acqua residua. I responsabili dei cerchi sono funghi come l’Agaricus campestris, che diffonde il suo micelio in modo circolare. Al margine esterno del micelio nascono più corpi fruttiferi e il diametro si allarga costantemente e può raggiungere alcuni metri.
per saperne di più Attenzione ai funghi velenosi Da sempre i funghi sono stati mangiati dall’uomo ma, oltre alle specie commestibili, esistono purtroppo quelle velenose: in Europa ve ne sono ben 180 specie! Come sapere se un fungo è velenoso - Bisogna saper riconoscere le varie specie, cosa non semplice, in quanto esistono molti esemplari che, rassomigliandosi tra loro, possono trarre in inganno. - Nell’incertezza bisogna recarsi presso un centro micologico o all’ufficio apposito dell’ASL per il riconoscimento dei funghi.  Che effetti provocano i funghi velenosi - La maggior parte delle specie provoca disturbi allo stomaco e all’intestino con sintomi che compaiono dopo un periodo che va dai 15 minuti alle 4 ore dopo l’ingestione, che possono essere: nausea, vomito, diarrea, crampi.  - Altre specie hanno veleni che agiscono sul sistema nervoso provocando tremori, stati di euforia o depressione, rallentamento o accelerazione del battito cardiaco, arresto della circolazione del sangue.  - Altre specie agiscono lentamente (6-24 ore o più) su fegato e reni procurando gravi danni anche mortali.  Che cosa fare - Ai primi sintomi di un malessere comparso dopo aver mangiato funghi, è indispensabile rivolgersi subito al medico o al Pronto Soccorso, portando se possibile resti della pietanza o parti scartate dei funghi prima che venissero cucinati. I veleni presenti nei funghi possono agire anche a distanza di molti giorni causando nausea, diarrea, vomito, aumento o diminuzione delle pulsazioni del cuore e delirio.  Che cosa NON fare - Sui funghi velenosi esistono alcune credenze popolari a cui non bisogna prestar fede. L’annerimento di un cucchiaino d’argento a contatto con il fungo, l’annerimento di cipolla, aglio e prezzemolo, il cambiamento del colore del fungo al taglio, la capacità del fungo di far “coagulare” il latte o l’albume: sarebbero tutti segni inequivocabili della presenza del veleno. Non serve neppure la “prova d’assaggio” fatta sul gatto o sul cane perché, oltre a essere crudele, può anche ingannare: alcuni veleni possono essere innocui per gli animali e agire invece sull’uomo! per saperne di più La classificazione dei funghiGli studiosi hanno classificato i funghi in base alla forma delle ife che si specializzano nella produzione di spore. Si sono costituiti tre gruppi: Ficomiceti Nei ficomiceti le ife producono dei peduncoli verticali che terminano con degli organelli sferici, detti sporangi, in cui maturano le spore. Vivono tutti in ambienti molto umidi e utilizzano la rugiada o la pioggia per la dispersione delle spore. Molti sono parassiti, come la peronospora della vite ( 1 ).  Ascomiceti Negli ascomiceti le spore si formano in ife a forma di otre, chiamate aschi (dal greco ascòs = otre). Appartengono agli ascomiceti i lieviti (come quelli responsabili della fermentazione alcolica 2 ), le muffe della frutta e dei formaggi, i tartufi.  Basidiomiceti Nei basidiomiceti la produzione delle spore avviene in ife specializzate a forma di clava, dette basidi. Sono i funghi più evoluti, dotati di gambo e cappello (come il porcino 3 ). I basidi sono riuniti di solito sotto il cappello in strutture a forma di lamelle o all’interno di tubicini verticali. Tra i basidiomiceti sono classificate anche alcune specie parassite come le ruggini e i carboni. Fenomeni strani spiegati dalla scienza: i cerchi delle stregheI cerchi di funghi nei prati hanno da sempre stimolato la fantasia popolare: una leggenda dice infatti che i cerchi nascono dove danzano le streghe durante la notte. All’interno del cerchio l’erba è più alta e più soffice: il micelio dei funghi rilascia infatti ammoniaca che agisce da concime per l’erba. Nelle estati particolarmente secche avviene il contrario: all’interno del cerchio l’erba è più gialla perché il micelio dei funghi assorbe tutta l’acqua residua. I responsabili dei cerchi sono funghi come l’Agaricus campestris, che diffonde il suo micelio in modo circolare. Al margine esterno del micelio nascono più corpi fruttiferi e il diametro si allarga costantemente e può raggiungere alcuni metri.