SCIENZE DA SCOPRIRE VOLUME 3

per saperne di piùPunti caldi sulla Terra: gli hot spot Ricerche recenti hanno dimostrato che i vulcani possono formarsi anche in zone lontane dei margini delle placche della litosfera e considerate geologicamente stabili. Naturalmente si tratta di casi eccezionali: i vulcani delle isole Hawaii si trovano proprio nel bel mezzo di una placca oceanica, lontani da zone di subduzione o da dorsali.Come si sono formate queste isole vulcaniche?Si è visto che le Hawaii emergono esattamente al di sopra di particolari punti, detti punti caldi o, in inglese, hot spots; qui altissime colonne di magma provenienti dalle zone più profonde del mantello riescono a perforare la crosta oceanica dando origine al vulcano che, con il passare del tempo, si trasforma in isola vulcanica.Mentre il punto caldo resta fermo, la zolla sovrastante si muove, permettendo alla colonna di magma di perforare la crosta in altri punti: si forma così una serie di isole vulcaniche.Posizione dei principali hot spotL’Italia tra le placcheLa penisola italiana è nata proprio a causa del movimento lento e continuo di due placche della litosfera: la placca africana, che si muove verso nord-est, e quella euroasiatica. La storia cominciò probabilmente circa 100 milioni di anni fa quando le due placche cominciarono ad avvicinarsi chiudendo un po’ per volta l’oceano che le divideva, la Tetide, destinata s diventare il piccolo e chiuso Mar Mediterraneo. Durante la collisione i due margini continentali e parte delle rocce oceaniche si sono accavallati l’uno sull’altro e 80 milioni di anni fa hanno dato inizio all’orogenesi alpina: così nacquero le Alpi. Anche la catena montuosa degli Appennini prese origine dalla collisione delle solite due placche, complicata però da un movimento di rotazione antiorario che l’ha trascinata verso est.Alpi e Appennini sono ancora montagne “vive”, si muovono, si trasformano e continuano impercettibilmente a crescere. Ciò è dovuto al fatto che la placca africana e la placca euroasiatica continuano ad avvicinarsi a velocità diverse, a seconda delle zone: nella parte settentrionale dell’Italia la velocità è di 1 mm l’anno circa, nella parte meridionale di ben 5 mm l’anno circa.
per saperne di piùPunti caldi sulla Terra: gli hot spot Ricerche recenti hanno dimostrato che i vulcani possono formarsi anche in zone lontane dei margini delle placche della litosfera e considerate geologicamente stabili. Naturalmente si tratta di casi eccezionali: i vulcani delle isole Hawaii si trovano proprio nel bel mezzo di una placca oceanica, lontani da zone di subduzione o da dorsali.Come si sono formate queste isole vulcaniche?Si è visto che le Hawaii emergono esattamente al di sopra di particolari punti, detti punti caldi o, in inglese, hot spots; qui altissime colonne di magma provenienti dalle zone più profonde del mantello riescono a perforare la crosta oceanica dando origine al vulcano che, con il passare del tempo, si trasforma in isola vulcanica.Mentre il punto caldo resta fermo, la zolla sovrastante si muove, permettendo alla colonna di magma di perforare la crosta in altri punti: si forma così una serie di isole vulcaniche.Posizione dei principali hot spotL’Italia tra le placcheLa penisola italiana è nata proprio a causa del movimento lento e continuo di due placche della litosfera: la placca africana, che si muove verso nord-est, e quella euroasiatica. La storia cominciò probabilmente circa 100 milioni di anni fa quando le due placche cominciarono ad avvicinarsi chiudendo un po’ per volta l’oceano che le divideva, la Tetide, destinata s diventare il piccolo e chiuso Mar Mediterraneo. Durante la collisione i due margini continentali e parte delle rocce oceaniche si sono accavallati l’uno sull’altro e 80 milioni di anni fa hanno dato inizio all’orogenesi alpina: così nacquero le Alpi. Anche la catena montuosa degli Appennini prese origine dalla collisione delle solite due placche, complicata però da un movimento di rotazione antiorario che l’ha trascinata verso est.Alpi e Appennini sono ancora montagne “vive”, si muovono, si trasformano e continuano impercettibilmente a crescere. Ciò è dovuto al fatto che la placca africana e la placca euroasiatica continuano ad avvicinarsi a velocità diverse, a seconda delle zone: nella parte settentrionale dell’Italia la velocità è di 1 mm l’anno circa, nella parte meridionale di ben 5 mm l’anno circa.