SCIENZE DA SCOPRIRE VOLUME 3

per saperne di più La TRISOMIA 21La trisomia 21, detta anche sindrome di Down, colpisce all’incirca un bambino ogni 700 nascite: le persone colpite da questa sindrome hanno nelle loro cellule somatiche 47 cromosomi anziché 46. La mutazione si manifesta con caratteristiche fisiche particolari e avviene di solito nelle cellule sessuali materne (ovociti) durante la meiosi: può capitare infatti che non si abbia la completa divisione dei cromosomi omologhi della 21a coppia. Da ciò deriva un cromosoma in più nelle cellule del figlio che riceverà due cromosomi 21 dalla madre e uno dal padre. Si è osservato che la probabilità di avere un bambino Down aumenta con l’età della madre; è perciò possibile che la mutazione sia dovuta a un invecchiamento degli ovuli che perderebbero la capacità di dividersi correttamente.Festival internazionale Abilità differenti, Open Danza, Correggio 2011: i vincitori.Viene detta TRISOMIA la presenza di tre cromosomi, al posto di due, in una determinata “coppia” di cromosomi. Corredo cromosomico di un individuo affetto dalla sindrome di Down. Nel cerchio sono raggruppati i tre cromosomi “21”. per saperne di piùOrganismi geneticamente modificatiGranoturco, soia e legumi resistenti ai parassiti e agli erbicidi, patate e riso più ricchi di sostanze nutritive, pomodori che si conservano nel tempo senza marcire... gli organismi geneticamente modificati sono entrati a far parte della nostra alimentazione. Di che cosa si tratta? Per capirlo occorre fare un passo indietro agli anni ’70 dello scorso secolo, quando nacque l’ingegneria genetica, cioè una serie di tecniche di laboratorio che permettono di modificare organismi animali o vegetali con lo scopo di migliorarne le caratteristiche, alterando il loro DNA. Con i primi esperimenti si scoprì la possibilità di trasferire un “pezzo” di DNA da un organismo all’altro; si individuò nel DNA umano il gene responsabile della produzione di una proteina utile, l’insulina, lo si “tagliò” con particolari enzimi e lo si introdusse in un batterio che, moltiplicandosi, lo replicò in milioni di copie. I geni così replicati produssero in quantità illimitata l’insulina, indispensabile per la cura del diabete.Dagli anni ’70 l’ingegneria genetica ha compiuto passi da gigante in vari campi: agricolo, alimentare, farmaceutico, medico; ha dato origine alle piante e agli animali transgenici, cioè organismi nei quali sono stati inseriti uno o più geni estranei in modo che sviluppassero delle caratteristiche che non avrebbero potuto acquisire naturalmente; essi sono anche detti OGM (Organismi Geneticamente Modificati).Come si ottengono gli OGMPer ottenere, ad esempio, piante più resistenti all’attacco degli insetti nocivi, si preleva da un batterio il pezzo di DNA che produce una proteina tossica per tali insetti ( a ). Il DNA viene immesso in un altro batterio ( b ) e a sua volta, grazie a questo, inserito nel DNA della pianta ( c ). Si ottengono così degli esemplari di piante in grado di rilasciare la proteina tossica per gli insetti ( d ).La produzione di piante transgeniche ha sicuramente diverse conseguenze positive. Permette di: - avere raccolti più abbondanti; - coltivare in zone con condizioni ambientali difficili (deserti, ambienti a clima freddo);- ridurre l’uso dei pesticidi, sostanze utilizzate su larga scala per combattere i parassiti dei vegetali. Per ciò che riguarda gli animali transgenici, si stanno facendo esperimenti per ottenere vacche che producano latte con caratteristiche simili a quello umano, maiali con la carne più magra per favorire una sana alimentazione e polli e conigli d’allevamento meno sensibili alle malattie parassitarie. Tuttavia, alcuni studiosi si stanno chiedendo se l’introduzione di tali nuovi organismi possa, in qualche modo, alterare l’equilibrio naturale o danneggiare l’uomo attraverso l’alimentazione. L’interrogativo rimane aperto e gli studi continuano. Nel frattempo la produzione e la diffusione degli OGM sono regolate da leggi che impongono test rigorosi e continui controlli scientifici.
per saperne di più La TRISOMIA 21La trisomia 21, detta anche sindrome di Down, colpisce all’incirca un bambino ogni 700 nascite: le persone colpite da questa sindrome hanno nelle loro cellule somatiche 47 cromosomi anziché 46. La mutazione si manifesta con caratteristiche fisiche particolari e avviene di solito nelle cellule sessuali materne (ovociti) durante la meiosi: può capitare infatti che non si abbia la completa divisione dei cromosomi omologhi della 21a coppia. Da ciò deriva un cromosoma in più nelle cellule del figlio che riceverà due cromosomi 21 dalla madre e uno dal padre. Si è osservato che la probabilità di avere un bambino Down aumenta con l’età della madre; è perciò possibile che la mutazione sia dovuta a un invecchiamento degli ovuli che perderebbero la capacità di dividersi correttamente.Festival internazionale Abilità differenti, Open Danza, Correggio 2011: i vincitori.Viene detta TRISOMIA la presenza di tre cromosomi, al posto di due, in una determinata “coppia” di cromosomi. Corredo cromosomico di un individuo affetto dalla sindrome di Down. Nel cerchio sono raggruppati i tre cromosomi “21”. per saperne di piùOrganismi geneticamente modificatiGranoturco, soia e legumi resistenti ai parassiti e agli erbicidi, patate e riso più ricchi di sostanze nutritive, pomodori che si conservano nel tempo senza marcire... gli organismi geneticamente modificati sono entrati a far parte della nostra alimentazione. Di che cosa si tratta? Per capirlo occorre fare un passo indietro agli anni ’70 dello scorso secolo, quando nacque l’ingegneria genetica, cioè una serie di tecniche di laboratorio che permettono di modificare organismi animali o vegetali con lo scopo di migliorarne le caratteristiche, alterando il loro DNA. Con i primi esperimenti si scoprì la possibilità di trasferire un “pezzo” di DNA da un organismo all’altro; si individuò nel DNA umano il gene responsabile della produzione di una proteina utile, l’insulina, lo si “tagliò” con particolari enzimi e lo si introdusse in un batterio che, moltiplicandosi, lo replicò in milioni di copie. I geni così replicati produssero in quantità illimitata l’insulina, indispensabile per la cura del diabete.Dagli anni ’70 l’ingegneria genetica ha compiuto passi da gigante in vari campi: agricolo, alimentare, farmaceutico, medico; ha dato origine alle piante e agli animali transgenici, cioè organismi nei quali sono stati inseriti uno o più geni estranei in modo che sviluppassero delle caratteristiche che non avrebbero potuto acquisire naturalmente; essi sono anche detti OGM (Organismi Geneticamente Modificati).Come si ottengono gli OGMPer ottenere, ad esempio, piante più resistenti all’attacco degli insetti nocivi, si preleva da un batterio il pezzo di DNA che produce una proteina tossica per tali insetti ( a ). Il DNA viene immesso in un altro batterio ( b ) e a sua volta, grazie a questo, inserito nel DNA della pianta ( c ). Si ottengono così degli esemplari di piante in grado di rilasciare la proteina tossica per gli insetti ( d ).La produzione di piante transgeniche ha sicuramente diverse conseguenze positive. Permette di: - avere raccolti più abbondanti; - coltivare in zone con condizioni ambientali difficili (deserti, ambienti a clima freddo);- ridurre l’uso dei pesticidi, sostanze utilizzate su larga scala per combattere i parassiti dei vegetali. Per ciò che riguarda gli animali transgenici, si stanno facendo esperimenti per ottenere vacche che producano latte con caratteristiche simili a quello umano, maiali con la carne più magra per favorire una sana alimentazione e polli e conigli d’allevamento meno sensibili alle malattie parassitarie. Tuttavia, alcuni studiosi si stanno chiedendo se l’introduzione di tali nuovi organismi possa, in qualche modo, alterare l’equilibrio naturale o danneggiare l’uomo attraverso l’alimentazione. L’interrogativo rimane aperto e gli studi continuano. Nel frattempo la produzione e la diffusione degli OGM sono regolate da leggi che impongono test rigorosi e continui controlli scientifici.